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26 febbraio 2020

Giuseppina Campisi, il volto umano dell’Odontoiatria

L’industria degli eventi e della Live Communication lancia un grido di allarme: servono aiuti concreti alle aziende e un piano di ripartenza
Milano, 27 aprile 2020: senza eventi, concerti, convention, congressi, fiere, il nostro Paese perde visibilità nel mondo, fatturato interno e mette a rischio una industry che raccoglie circa 570mila lavoratori.
Un grido d’allarme che arriva non solo dalle voci note di Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Laura Pausini, ma soprattutto da agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live Communication, che si sono riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, un progetto che vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una grave crisi economica e sociale che sta attraversando il settore.

By Patrizia Biancucci



La prof.ssa Giuseppina Campisi, laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e specializzazione in Ortognatodonzia, Professore Ordinario (med/28) di Discipline Chirurgiche, Oncologiche e Stomatologiche all’università di Palermo, è stata presidente (2011-2013) e attualmente consigliere della SIPMO, la Società italiana di Patologia e Medicina Orale che si occupa in modo preminente del carcinoma orale, il più diffuso dei tumori maligni del cavo orale, a tutt’oggi un serio problema per la salute umana con forte impatto clinico in termini di incidenza, prevalenza e tassi di mortalità che non tendono a migliorare. L’intensa attività clinica e di ricerca della prof.ssa Campisi, focalizzata essenzialmente su prevenzione e cura del cancro orale e osteonecrosi dei mascellari, non perde di vista l’umanizzazione dell’assistenza specialistica odontostomatologica per il paziente fragile e la relativa formazione didattica degli operatori sanitari, primo fra tutti l’Odontoiatra.

Prof.ssa Campisi, il suo nome è spesso legato alla Società Italiana di Patologia e Medicina Orale molto attiva nella ricerca e nella prevenzione del cancro orale: a che punto siamo oggi nel 2020?
Che bella domanda per iniziare la sua intervista, complimenti! La SIPMO è la casa di tutti gli esperti italiani di Medicina orale e anche la mia, da attuale Consigliere e Past President. La Società Scientifica ha sempre messo al centro del suo interesse, scientifico e divulgativo, patologie severe come il cancro orale, con congressi monotematici e monografia open access, che dal 2020 sarà aggiornata e divulgata in partnership con l’ANDI. In generale, si deve considerare il divario temporale (anche di decadi) tra la ricerca di base e il trasferimento nella pratica clinica. La ricerca lavora da decenni sulla diagnosi precoce del cancro orale (attraverso lo studio e la validazione di marcatori molecolari da tessuto e da saliva) e sulla terapia personalizzata. Ancora oggi, le sembrerà banale e poco esaltante, ai nostri studenti insegniamo, come pilastro della prevenzione del cancro orale, il riconoscimento clinico precoce delle lesioni potenzialmente maligne e il counseling anti-fumo. Quindi di strada ancora ne dobbiamo fare prima di abbassare la guardia su una malattia ancora mortale, a causa del ritardo diagnostico.

Tra gli autori di pubblicazioni scientifiche, lei rientra tra quelli più citati come risulta dal Top Italian Scientists: quali gli ambiti della sua ricerca?
Premesso che non si realizza mai niente da soli, soprattutto quando ti occupi di ricerca in ambito scientifico, gli ambiti della mia ricerca sono stati e sono ancora diversi, ma tutti fermamente associati alla Medicina Orale e alle cure per i pazienti fragili. Tra i più fortunati filoni di studio e di ricerca mi piace citare il passaggio di farmaci dalla mucosa orale, l’infezione di HPV nelle lesioni della mucosa orale, il cancro orale (co-fondazione del Gruppo Oncologico Testa-Collo del Policlinico di Palermo- GOTeC), l’osteonecrosi delle ossa mascellari-ONJ (fondazione del Gruppo per la prevenzione e cura di ONJ del Policlinico di Palermo-PROMaF); l’attività clinica più importante, soprattutto dal punto di vista deontologico e umano, è stata l’apertura dell’ambulatorio di Medicina Orale con accesso dedicato ai pazienti oncologici (non solo per le neoplasie testa-collo) e ai pazienti trapiantati.

Progetto Regione Sicilia PSN 2016 “Umanizzazione dell’assistenza specialistica odontostomatologica per il paziente fragile”: è stata una sua idea? Quali gli obiettivi?
Il progetto PSN 2016 “Umanizzazione dell’assistenza specialistica odontostomatologica per il paziente fragile”, è nato all’interno della nostra Unità Operativa di Medicina Orale del Policlinico di Palermo. Occupandoci quotidianamente di medicina orale, ci siamo ritrovati di fronte a un crescente bisogno di assistenza odontostomatologica specialmente nei pazienti fragili. Quindi abbiamo immaginato un percorso che si rivolgesse ai colleghi per divulgare lo spirito e la metodologia del nostro lavoro. Lo scopo è di favorire, sul territorio regionale, iniziative finalizzate alla costruzione di percorsi di assistenza odontostomatologica umanizzata sperando in una successiva estensione a livello nazionale.
Gli obiettivi che intendiamo conseguire sono numerosi, quelli generali puntano all’efficacia e all’efficienza della formazione e del servizio offerto, mentre quelli specifici sono i seguenti:
1) riqualificare i dirigenti medici, potenziare e strutturare specifiche collaborazioni interaziendali, attenzionare i bisogni di prevenzione e cura delle problematiche orali nei pazienti fragili e oncologici nei diversi setting di assistenza di base
2) sensibilizzare i care-givers
3) incrementare l’empowerment del paziente, cioè fornirgli strumenti critici per prendere decisioni, metterlo nella condizione di compiere scelte più responsabili. Sappiamo tutti che quando un paziente è al centro del proprio processo di salute e di cure, essendo incluso nei processi decisionali, aderirà meglio al trattamento
4) investire sulla formazione di odontoiatri, medici, infermieri, operatori socio-sanitari/assistenziali per implementare le conoscenze e ottimizzare la comunicazione con il paziente.

Quali sono i traguardi già raggiunti nell’arco di questi 3 anni?
Devo dire con una certa soddisfazione che il nostro impegno ha dato risultati utili per la comunità, in particolare rispetto ai tre punti qui di seguito:
-strategie di cooperazione e di valorizzazione all’interno di una piattaforma sperimentale condivisa e interattiva che permette la rapida condivisione dei dati, la consultazione online delle cartelle cliniche e dei referti di esami diagnostici strumentali, la teleassistenza ed il teleconsulto, permettendo il supporto specialistico odontostomatologico, soprattutto in situazioni critiche, attraverso le tecnologie di comunicazione. Tale supporto informatico, garantirà la continuità assistenziale odontostomatologica soprattutto nel caso di paziente bisognoso
- prototipo di guida a rapida consultazione (es. webinar e app), costantemente aggiornato, basata su schede diagnostico-terapeutiche con algoritmi e flow-chart, per supportare l’attività assistenziale odontostomatologica di base degli operatori sanitari e ove possibile dei care-giver, anche nelle condizioni di fine vita
-materiale divulgativo per i pazienti fragili su tutela salute orale
https://www.sipmo.it/wp-content/uploads/2020/03/Prenditi-cura-di-te-e-della-tua-bocca2020.pdf
e per i pazienti oncologici. https://www.sipmo.it/wp-content/uploads/2020/03/Medicina-orale-per-pazienti-oncologici2020.pdf
Prof.ssa Campisi, cosa significa “rottura biografica” definita dalla medicina narrativa? E quanto grande è l’impatto dell’odontostomatologia?
La medicina narrativa consente di dar vita ad un approccio consapevole e partecipato che conduce alla tanto agognata adherence, l’attiva adesione del paziente alla diagnosi e alla terapia. È probabile che molti di noi in alcuni casi clinici la stiano già utilizzando in modo inconsapevole. L’idea è che diventi una tecnica diagnostico-terapeutica vera e propria. Penso ad una sorta di “doppia via” della cura, percorribile non solo dal malato, ma anche da chi, per professione, ha il compito di guidarlo e assisterlo in una corretta gestione della patologia. Per rispondere alla sua domanda, ricordiamoci che l’apparato stomatognatico è quello che garantisce tante funzionalità - masticatoria, fonatoria, deglutitoria - le quali intervengono anche profondamente sulla vita di relazione di un individuo, che sia in assenza o, soprattutto, in presenza di malattia; ebbene, la perdita di questo equilibrio in medicina narrativa viene definita “rottura biografica” di un essere umano e comporta una serie di disagi psicologici e fisici che devono essere conosciuti e supportati.


“Io POSSO”, un progetto che prevede percorsi preferenziali per i pazienti con “special needs”: in che cosa consiste esattamente? Le risulta che ce ne siano di simili in Italia?
Questo progetto è nato quasi spontaneamente, grazie al rapporto empatico tra il nostro team e i pazienti oncologici in terapia. Abbiamo scelto di denominarlo “Io POSSO” (acronimo di Pazienti Oncologici e Supporto alla Salute Orale). È un gruppo coordinato dalla prof.ssa Di Fede, insieme alla dr.ssa Vera Panzarella e in collaborazione con la dr.ssa Monica Bazzano, psicoterapeuta dell’AOUP, deputata all’ottimizzazione del lavoro in team, alla gestione dello stress mediante utilizzo di tecniche cognitivo-comportamentali. Con il gruppo Io POSSO, abbiamo organizzato, insieme con altri specialisti, un primo ciclo di appuntamenti quadrimestrali durante i quali i pazienti, e i loro familiari, hanno avuto la possibilità di confronto su tematiche associate al trattamento chemio o radioterapico. Quindi non si tratta di un sostegno esclusivamente psicologico: il paziente riconosce di far parte di un gruppo, all’interno del quale è possibile scoprire altre modalità di relazione, apprendere nuove strategie ed energie utili per affrontare il percorso di cura. La cultura del gruppo Io POSSO vuole trasmettere la consapevolezza che qualsiasi esperienza di malattia può essere anche una risorsa per sé stesso e per gli altri. Far parte di un gruppo favorisce il rispecchiamento e la condivisione: i pazienti sperimentano, prima di tutto, l’essere “non più soli”. I momenti aggregativi, inoltre, diventano occasioni di confronto, di formazione e di informazione reciproca grazie ai quali anche noi operatori sanitari continuiamo a crescere e a meglio comprendere i nostri pazienti e i loro bisogni. Abbiamo già incominciato gli incontri per il nuovo anno, coinvolgendo nuove figure professionali. Tanti sono stati i riscontri positivi, numerose le adesioni e la proposta di questo 2020 è ricca di iniziative aggregative.

Quali sono i criteri per definire “fragile” un paziente?
Fragile assume molteplici significati; pensiamo a quei pazienti con patologia oncologica o con disabilità fisiche o mentali, ma anche a pazienti anziani, tutti quanti accomunati dalle necessità della presa in carico perché rivelano una fragilità sociale e una fragilità biologica. In sintesi: la fragilità è riconducibile ad una persona che perde tutte (o parte delle) determinanti, fisiche e/o psichiche, proprie della sua autonomia, ma anche chi ha difficoltà ad accedere alle strutture, ecco perché il nostro progetto pensa a rendere facile l’accesso alle cure. Chiediamoci quanti fragili hanno bisogno di cure routinarie odontoiatriche. Il nostro modello di assistenza si fonda su due aspetti paralleli e imprescindibili:
-il primo aspetto, prettamente clinico, all’interno del quale sono stati costruiti diversi protocolli ad hoc per le differenti categorie di pazienti: ad esempio, PROMaF (Prevenzione e ricerca osteonecrosi delle ossa mascellari farmaco-relata), percorso dedicato (con proprie giornate assistenziali) al paziente oncologico;
-il secondo aspetto, di supporto e affiancamento al paziente, è strettamente legato al primo e si sviluppa attraverso alcune iniziative di incontro a fine visita, fuori dall’ambulatorio in spazi diversi della stessa struttura assistenziale.


Prof.ssa Campisi, l’umanizzazione delle cure implica non soltanto una rimodulazione del rapporto medico/paziente, ma anche il coinvolgimento di altre figure professionali: ci vuol dire quali sono e se ritiene si possa realizzare su larga scala?
Quando parliamo di umanizzazione delle cure relativamente a questi pazienti non ci rivolgiamo solo agli odontoiatri, ma anche a tutti gli attori che prendono parte al percorso terapeutico di questi soggetti: medico curante, oncologo, internista, medico orale, igienista dentale, comprendendo tutti gli specialisti medici e paramedici, ma anche i caregiver, i familiari, che hanno a cuore la salute del loro caro. Ecco perché è necessario riqualificare il territorio e tutte le figure sanitarie, informarli e formarli in maniera adeguata, supportare le famiglie e creare dei percorsi di aggregazione.
Presso la nostra U.O. di medicina orale e odontoiatria per pazienti fragili, abbiamo avviato dei percorsi preferenziali per i pazienti con special needs. Il percorso di umanizzazione e di avvicinamento di questi pazienti necessita di una rimodulazione del rapporto medico/paziente, esso richiede un’abilità diversa, parte da un’approfondita anamnesi del soggetto e da un ascolto attivo per arrivare sino all’adozione di tecniche di comunicazione specifiche, alla creazione di setting migliori e più efficaci di assistenza. Tale obiettivo è stato raggiunto anche grazie a un progetto di telemedicina finanziato dalla Regione Sicilia, con fondi PSN 2014, per la creazione di apposite piattaforme informatiche in grado di facilitare la prenotazione della prima vista, l’iter diagnostico-terapeutico e il follow-up di questi pazienti. La nostra équipe proseguirà quindi anche nel 2020 il lavoro di coinvolgimento e di formazione, con l’obiettivo di rendere “possibile” un’assistenza umanizzata e umanizzante da parte di tutti quei professionisti che scelgono di mettersi “al fianco” dei loro pazienti. Nell’ottica di stabilire un protocollo di intervento che da una parte risponda alle esigenze di comprensione dei bisogni di cura di questi utenti, e dall’altra costituisca la base per la programmazione di un servizio dedicato e continuativo per mantenere un adeguato standard di salute orale. È questo che riteniamo indispensabile per il raggiungimento di una qualità della vita soddisfacente, cui tutti abbiamo diritto. Di conseguenza si è reso necessario inserire una nuova figura professionale, quella della dr.ssa Monica Bazzano, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, un valore aggiunto per il nostro team, che grazie ai suoi strumenti ci sta addestrando a ottimizzare le tecniche di accoglienza e di counseling, ma ancor di più a gestire l’emotività di questi pazienti fragili.


“Commento sull'osteonecrosi della mascella correlata al farmaco: MASCC / ISOO / ASCO Riepilogo delle linee guida per la pratica clinica”: ci spiega di cosa tratta questo articolo e perché è così importante?
Per una risposta compiuta a questa interessante domanda, vi aspettiamo tutti, il 16 maggio 2020 ad Alessandria, all’evento “ONJ UPDATE 2020” organizzato da SIPMO.